La transizione energetica raramente avviene in linea retta. A volte, chi ha perfezionato per decenni l’arte di estrarre energia dal sottosuolo diventa, quasi senza aspettarselo, il protagonista dell’energia pulita. È esattamente ciò che sta accadendo con la geotermia a roccia supercalda (EGS, dall’inglese Enhanced Geothermal Systems): una tecnologia che promette di rivoluzionare il mix energetico globale e che trova nel settore petrolifero un alleato indispensabile.
Ma al di là del progresso tecnologico, la crescita di questo settore pone domande chiave che vanno ben oltre l’ingegneria: come si struttura la fiducia tra promotori, investitori e amministrazioni in progetti di questa complessità? Che ruolo svolgono le garanzie finanziarie nel rendere possibile un investimento così intensivo?
Cos’è la geotermia a roccia supercalda e perché proprio adesso?
La geotermia convenzionale sfrutta il calore delle zone vulcaniche o delle falde acquifere naturali. La geotermia a roccia supercalda, nota anche come geotermia migliorata o EGS, va molto oltre: estrae energia termica da rocce profonde, normalmente a una profondità compresa tra 3 e 10 chilometri, dove le temperature superano i 300-400 °C, anche in luoghi privi di attività vulcanica.
Il principio è semplice, sebbene la sfida tecnica sia enorme: si perforano pozzi profondi, si stimola la roccia per creare una rete di fratture, si inietta acqua fredda che si riscalda a contatto con la roccia e viene recuperata come vapore per generare elettricità. Il risultato: energia pulita, continua e geograficamente distribuibile in qualsiasi punto del pianeta.
Il momento è opportuno per diverse ragioni. La maturità tecnologica raggiunta nella perforazione orizzontale e nella fratturazione idraulica — tecniche sviluppate proprio dall’industria del petrolio e del gas — fa sì che i costi dei progetti EGS siano oggi significativamente inferiori rispetto a un decennio fa. E l’urgenza climatica trasforma questa fonte in una scommessa strategica di prim’ordine.
Il settore petrolifero: dal problema alla soluzione
Per anni, parlare di petrolio e decarbonizzazione nella stessa frase sembrava una contraddizione. Oggi, la narrativa sta cambiando. Le compagnie petrolifere possiedono qualcosa che nessun attore del settore delle rinnovabili ha costruito altrettanto rapidamente: decenni di esperienza nella perforazione profonda, flotte di attrezzature specializzate, capitale tecnico umano e reti di approvvigionamento già ammortizzate.
La riconversione delle piattaforme di perforazione terrestri verso progetti geotermici non è solo un esercizio di responsabilità aziendale; è una decisione economica razionale. I pozzi petroliferi esauriti possono trasformarsi in pozzi geotermici. Gli ingegneri di perforazione possono riorientare le proprie competenze. Le catene di fornitura già consolidate possono servire una nuova industria.
Aziende come Quaise Energy, Eavor Technologies o i progetti pilota in Islanda e nei Paesi Bassi stanno dimostrando che questa transizione non è solo possibile, ma redditizia nel lungo periodo. Alcuni grandi operatori oil & gas hanno già iniziato a diversificare il proprio portafoglio incorporando progetti EGS come parte delle loro strategie ESG.
Il potenziale di decarbonizzazione: numeri che contano
Secondo le stime del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, il potenziale tecnico della geotermia migliorata in quel paese potrebbe superare i 5.000 GW di capacità installabile, più di quattro volte la capacità elettrica totale attuale del paese. In Europa, gli studi indicano un potenziale di centinaia di GW in bacini sedimentari e zone ad alta temperatura.
A differenza del solare o dell’eolico, la geotermia offre una caratteristica che la rende strategicamente preziosa: generazione costante, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, senza dipendere dalle condizioni meteorologiche. Questo la rende una fonte di base del sistema elettrico in grado di integrarsi perfettamente con altre fonti rinnovabili più soggette a fattori esterni.
In termini di emissioni di CO₂, la geotermia emette tra 15 e 55 grammi per kWh generato, rispetto agli 820 g/kWh del carbone o ai 490 g/kWh del gas naturale. Se gli asset del settore petrolifero venissero massicciamente riconvertiti verso EGS, l’impatto sulla decarbonizzazione del settore energetico potrebbe essere strutturale e permanente.
Le barriere del settore: rischio, investimento e fiducia
Nulla di tutto ciò si costruisce senza superare ostacoli reali. I progetti di geotermia a roccia supercalda sono ad alta intensità di capitale: una singola perforazione può costare tra 5 e 20 milioni di euro, e il rischio geologico — non trovare la risorsa attesa — è reale. Questo profilo di rischio ha storicamente frenato il finanziamento privato.
È qui che entra in gioco un elemento spesso sottovalutato nelle analisi tecnologiche: la struttura delle garanzie. Affinché un progetto EGS possa avviarsi, ha bisogno di fiducia: tra il promotore e l’amministrazione che concede le licenze, tra l’operatore e il finanziatore che apporta il capitale, e tra l’impresa costruttrice e il cliente finale che riceverà l’energia.
Le fideiussioni assicurative e le garanzie finanziarie non sono un accessorio in questi progetti: sono la colonna vertebrale che consente di gestire il rischio, di rispettare gli impegni e di far fluire gli investimenti. Un promotore che non può garantire il rispetto dei propri obblighi nei confronti dell’amministrazione non otterrà le licenze necessarie. Un operatore privo di sufficiente sostegno finanziario non avrà accesso ai contratti di fornitura.
In questo tipo di progetti, di lunga durata, ad alta intensità tecnica e con molteplici parti coinvolte, le garanzie smettono di essere un adempimento burocratico e diventano uno strumento strategico per rendere possibile il progetto.
Il quadro normativo e il ruolo delle amministrazioni
La geotermia profonda rimane, in molti paesi europei, una tecnologia orfana dal punto di vista normativo. Le normative esistenti in Spagna, Francia o Germania non sempre contemplano in modo specifico i progetti EGS, il che genera incertezza giuridica e dilata i tempi di rilascio delle autorizzazioni.
Tuttavia, la pressione degli obiettivi climatici e il nuovo contesto di sicurezza energetica — acuito dopo la crisi del gas del 2022 — stanno favorendo cambiamenti normativi in diversi paesi. L’Unione Europea sta esplorando come integrare la geotermia nel suo quadro delle energie rinnovabili e come ridurre le barriere amministrative per i progetti di sviluppo geotermico.
Per le aziende che operano in questo contesto — siano esse del settore petrolifero riconvertito, società di ingegneria specializzate o fondi infrastrutturali —, comprendere i requisiti di garanzia in ogni giurisdizione è importante quanto padroneggiare la tecnologia di perforazione. Un progetto in Germania, in Italia o in Spagna può richiedere tipologie e importi di garanzie completamente diversi, con scadenze e condizioni di svincolo che variano significativamente.
L’orizzonte: un’opportunità strutturale per chi sa coglierla
La geotermia a roccia super-calda non è una tecnologia del futuro remoto. È una tecnologia del presente che sta scalando. I prossimi cinque-dieci anni saranno determinanti per consolidare l’ecosistema di attori, normative, finanziamenti e capacità tecnica di cui ha bisogno per decollare su scala.
Per il settore petrolifero, rappresenta l’opportunità più diretta di riconvertirsi senza abbandonare il proprio core business. Per le amministrazioni, una fonte energetica stabile e distribuita che riduce la dipendenza dall’estero. Per gli investitori, un asset infrastrutturale con contratti di fornitura a lungo termine e bassa volatilità una volta costruito.
E per chi lavora nell’ambito delle garanzie e della fideiussione all’interno del settore energetico, un segnale chiaro: la complessità e il volume dei progetti geotermici cresceranno. Le strutture di garanzia dovranno evolversi allo stesso ritmo. Quando il rischio è ben ordinato, l’investimento fluisce. E quando l’investimento fluisce, la transizione energetica avanza.
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Sappiamo che ogni progetto è diverso, che i tempi stringono e che la struttura finanziaria deve accompagnare fin dal primo giorno. Per questo il nostro approccio non è emettere garanzie: è comprendere il tuo progetto, anticipare ciò di cui hai bisogno e darti una risposta chiara e agile.
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